Delio Chiavari
Categoria: Innovatori
Nasce a Petriolo dal dottor Filippo e da Rosalia De Sanctis l’11 febbraio 1912.
Dopo aver frequentato le scuole superiori a Fermo si iscrive all’università di Roma laureandosi in Chimica il 14 novembre 1936.
Nel giugno 1937 viene assunto dalla Montecatini per il Laboratorio A.C.N.A. (Azienda Colori Nazionali Affini) e destinato, prima allo stabilimento di Cesano Maderno, poi a quello di Cengio, in provincia di Savona. Qui si distinse per alcune sue brillanti innovazioni nella produzione dei colori tanto da venir ricompensato con una Fiat Topolino.
Per seguire il suo diretto superiore trasferito allo stabilimento Montecatini di Linate, Delio traslocò a Milano dove si stabilì con la moglie Margherita Ghizzi, sposata a Petriolo nel 1940, e con i loro due figli Franco e Anna. Nello stabilimento di Linate prestò servizio infatti fino al termine della sua vita lavorativa che si concluse nel 1973, quando, avendo raggiunto la posizione di Direttore dello stabilimento, andò in pensione e tornò a stabilirsi a Petriolo. Nel 1985 infine si trasferì a Macerata dove morì il 2 luglio 1990.
Lavorando all’A.C.N.A. il dottor Delio aveva avuto brutte esperienze ed assistito anche ad incidenti causati dalla difficoltà di sbloccare i rubinetti a maschio conico dell’epoca, nei quali l’otturatore (il maschio) metallico tendeva ad incollarsi al corpo, anch’esso metallico.
La sua grande intuizione fu di aver immediatamente compreso che il Teflon, scoperto per caso negli USA nel 1938, per le sue caratteristiche, era il materiale ideale per “incamiciare”, cioè rivestire le superfici coniche dei maschi ed eliminare così alla radice il problema dell’incollaggio tra due superfici metalliche che rendeva tanto difficoltosa, e a volte rischiosa, l’apertura dei rubinetti bloccati.
Per produrre valvole “a maschio incamiciato”, con il marchio NO-BLOC, dal chiaro significato, nel 1956, Delio fondò quindi la DAFRAM che aveva sede legale a Torino e una piccola officina a Milano.
La produzione di valvole a maschio con camicia in Teflon durò tuttavia solo pochi anni, fino a quando cioè, “il dottore” – così lo chiamavano tutti – non vide su una rivista tecnica americana la prima valvola a sfera con sedi in Teflon. Una valvola cioè in cui l’otturatore non era più una maschio conico, ma una sfera. Anche questa volta Delio comprese immediatamente che la valvola con otturatore sferico ruotante tra due sedi in Teflon avrebbe avuto un grande futuro e ne fece immediatamente iniziare la produzione in Dafram, ottenendo subito lusinghieri successi. Alla Dafram, e quindi al suo fondatore, va tutto il merito di aver prodotto in Italia il primo rubinetto a maschio teflonato ed anche la prima valvola a sfera.
Delio, legato fortemente al paese di origine, era fermamente deciso a creare posti di lavoro nelle Marche per evitare che altri giovani fossero costretti ad emigrare in cerca di un impiego in località lontane, come aveva dovuto fare lui. Riteneva necessario offrire ai giovani un lavoro dignitoso ed salario adeguato, in un momento in cui era ormai chiaro che la meccanizzazione dell’agricoltura avrebbe reso presto superflue tante braccia impiegate nelle campagne.
La reciproca piena fiducia e la stretta amicizia che lo legava a Pacifico Chiavari fece decidere il dottore ad aprire in società con lui un’officina meccanica a Petriolo. Nel 1961 nacque così la O.ME.R.. L’apertura di questa prima piccola azienda in una provincia nella quale calibri e torni erano praticamente sconosciuti, fu veramente un atto di grande coraggio e di fiducia di Delio nei giovani marchigiani. La O.ME.R venne in seguito sostituita da altre società quali la SIRI, la Dafram Centro Italia e la B.L.R:, tutte con sede a Petriolo e tutte in seguito confluite nella DAFRAM S.p.A.
A fine anni Ottanta il continuo sviluppo delle vendite richiese spazi adeguati che lo stabilimento di Petriolo, in fondo a Via Roma, nonostante ripetuti ampliamenti, non poteva più offrire. La mancanza di aree disponibili a nuovi insediamenti industriali nel comune di origine dei Chiavari, costrinse Delio a decidere di spostare la produzione ad Urbisaglia, presso la fonderia FO.MA, nel nuovo stabilimento inaugurato nel 1991. Di questa nuova realizzazione purtroppo però egli non poté vedere che l’inizio dei lavori in quanto morì a Macerata il 2 luglio 1990.
Anche nella fonderia, anch’essa da lui creata nel 1973, oggi denominata FAS srl, Delio lasciò l’impronta delle sue geniali intuizioni. Non gli era infatti sfuggita su una rivista per fonderie la pubblicità del sistema di formatura Replicast che, impiegando gusci ceramici, permetteva di ottenere getti fusi di qualità decisamente superiore a quelli prodotti versando il metallo fuso nelle classiche forme in sabbia, come facevano tutte le altre fonderie. Ancora una brillante operazione del dottore che, comprendendo le potenzialità del nuovo metodo, non esitò a spendere nel 1988 la bella cifra di cinquanta milioni di lire per acquistare il brevetto Replicast e mettere così in grado la Dafram di disporre di corpi valvola fusi esteticamente e qualitativamente assolutamente all’avanguardia.
Dopo la morte di Delio la Dafram fu guidata per otto anni dal figlio Franco che, con l’espansione della rete commerciale e di conseguenza delle vendite soprattutto nei paesi del Medio Oriente ricchi di risorse petrolifere e di gas naturale, in pochi anni riuscì a trasformare una piccola realtà italiana in uno dei costruttori di valvole a sfera di livello internazionale ovunque apprezzato per la qualità e l’affidabilità dei propri prodotti. Purtroppo Franco morì inaspettatamente a soli 57 anni e la sua perdita aprì una fase di transizione con non poche problematiche sia per la Dafram che per la fonderia.
Ormai però entrambe le aziende, cresciute dal punto di vista delle dimensioni, dei volumi di vendite, della qualità dei prodotti e del personale, trovarono al proprio interno le risorse per supertare la crisi e riprendere decisamente il trend di crescita. Il marchio Dafram è oggi noto e stimato in gran parte dei paesi industrializzati, lo stabilimento di Urbisaglia, ampliato una prima volta nel 2008 ed una seconda nel 2024, occupa oggi, 2025, centocinquanta persone tra operai e impiegati, mentre la fonderia, oggi denominata Fas, ne occupa altre trentasei. Tenendo conto dell’indotto, ossia delle attività economiche correlate al continuo sviluppo di entrambe tali imprese è verosimile che circa 250 famiglie della provincia maceratese traggano parte del loro reddito dalla DAFRAM e dalla FAS.
Delio Chiavari ha così centrato in pieno l’obiettivo di creare attività che permettessero a tanti giovani di non allontanarsi dai luoghi di origine.
La sua figura e le sue opere non verranno dimenticate.

